Silvio Franzini

Pittore e musicista

Una lunga fedeltà


- di Guido Pellegrini -

Fra le innumerevoli funzioni svolte dall’arte nel suo ruolo di guida del percorso esistenziale dell’uomo, una mi sembra colpevolmente sottovalutata. Forse quella che in tempi come i nostri viene guardata come una sopravvivenza del passato: il dovere della complessità.

Mai come ora, nella dilagante estetizzazione bottegaia di una società in cui ogni “nano” o “ballerina” rivendica per sé la parola “artista”, è di capitale importanza sottolineare l’aspetto terribilmente complesso dell’Arte degna di tanto nome: la fatica del concetto, la lotta quotidiana contro l’informe, la profonda moralità dei ripensamenti e la triste necessità degli abbandoni.

Nell’Arte la semplicità non si presenta alla partenza; può tuttalpiù intravvedersi al traguardo, nella forma di una soluzione trovata, di una simmetria improvvisa, un’assonanza inaspettata. Artista è colui che rifugge il buon senso di cui parlano i banditori della semplificazione e i ministri della buona e vecchia cultura dei valori disgiunti dai princìpi.

Questa consapevolezza è ciò che la ricerca di Silvio Franzini rende evidente: un argine contro la banalità.


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