Silvio Franzini

Pittore e musicista

Recensioni


Recensioni / Testi critici

da “Echi di Kandinsky e Mondrian” (Ennio Concarotti, critico d’Arte - Piacenza)

Con Franzini siamo nell’area della pittura astratta e cioè in una progettualità in cui l’immagine si allontana da un qualsiasi riferimento naturalistico (anche da quello pur sempre avvertibile nella pittura informale) e assume valori archetipi di spazialità, di misteriosità compositiva, di fantastica costruzione del colore nel suo dinamico disporsi nei tonalismi, nelle armonie cromatiche che prediligono il senso della dissolvenza, della sospensione, dell’indefinibile ed emozionante avventura nella leggerezza della luce. Naturalmente, siamo di fronte a un esito pittorico di sostanza “interiorizzata”, di sensibilità e non di descrizione, di psicologismo concettuale, ma non di mirato simbolismo surrealistico.
La base portante di questa pittura testimonia di un’armonizzata bivalenza di lirici valori, ineffabili e sparsi in onda e vibrazione spirituale e di un’attenzione mentale rigorosa e razionale [...] Sembrerebbe, quasi, che in queste composizioni di Franzini si rincorrano, non dialetticamente ma con unitaria partecipazione, echi di un Mondrian e di un Kandinsky, che raccontano mondi interiori diversi e apparentemente distanti ma, in fondo, ricchi d’identica tensione spirituale. Nel percorso di avvicinamento e di compenetrazione di questi due “mondi”, Silvio Franzini trova il collante ideale in una sorta di ritmo compositivo che sa di intervento musicale nel gesto e nella operatività pittorica, non soltanto nel momento del segno grafico ma anche e ancor più in quello dell’invenzione di un colore che vive e si esprime come un silenzioso e penetrante narratore di visioni poetiche e di segrete emozioni.

da “Trans-colorazioni” (Massimo Venuti, critico e musicologo - Milano)

L’opera pittorica di Franzini, conserva tratti che ci sembrano distinguerla in modo particolare tra le tante sperimentazioni più o meno felici cui abbiamo assistito. Questo a maggior ragione considerando il fatto che la sua attività si svolge anche in ambito musicale. [...] L’impostazione è astratta, eppure la scelta delle linee e dei colori riesce a trasformarsi in sensazione e persino con vaghi quanto precisi accenni, in immagine. La tensione lirica della linea, viene qui composta e riorganizzata in una funzione drammatica che risulta convincente proprio per la più marcata allusione all’evento psicologico richiamato dal figurativo (e non dunque dalla rappresentazione figurativa di per sé), sia nelle sue composizioni di quiete, sia in quelle più tese. La geometria lineare è pertanto estremamente razionale, eppure sgravata dalla violenza “fredda” e perentoria che molte volte si associa al concetto di rigore: qui il senso di esattezza viene, per cosi dire, oltrepassato da dissolvenze e afflati lirici che ne scontornano e vitalizzano la segreta matematica. Evidente equilibrio delle forze lineari è poi rappresentato dall’uso di Franzini del colore. Nonostante le tensioni divergenti di molte sue opere, il risultato complessivo è sempre quello di una relativa naturalità e morbidezza: ciò è dovuto al sistematico uso dello sfumato che produce quel senso di trascolorazione non lontano dalle strumentazioni dell’impressionismo musicale, dove lo stesso accordo cambia colore al variare impercettibile degli strumenti che si susseguono a suonarlo. [...] Forse il musicista ha aiutato il pittore, forse -al di là dell’immagine- riusciamo a scorgere il mondo cui l’Arte inconsapevolmente allude e noi abbiamo il compito di testimoniare: il tratto del simbolo, il tratto dell’etica.

Inoltre, hanno scritto di lui:

Patrizia Celi, giornalista e critico (PR); Romano Costa, semiologo (PR); Sergio Dalla Val, psicologo, critico d’Arte e cifrante (BO); Leili Kalamian, giornalista e critico (PC); Salvatore Mortilla, giornalista e critico; Franco Pone, critico d’Arte (MO); Stefania Provinciali, critico d’Arte (PR); John T. Spike, critico d’Arte (N. Y. USA), Gabriele Turola, critico d’Arte (FE); Rino Tamani, giornalista e critico (PR); Maria Grazia Villa, giornalista e critico d’Arte (PR) ecc.

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